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Fotografando i ricordi – parte 2 di 3

imagine da wikipedia
foto da wikipedia

La mia storia fotografica prosegue con la mia prima reflex una Nikon F401S abbinata al 28-80D 3.5-5.6.

Una reflex con obbiettivo intecambiabile cambia le cose. Tecnicamente parlando. I risultati, in assenza di basi teoriche, migliorano di poco o di niente. Sono soltanto possibili scatti più controllati e di soggetti in “rapido movimento”.

Mi scontro per la prima volta con a gestione “delle pellicole” che prima non conservavo (ahrggg).

Sono gli anni ’90.

Ho tenuto la F401S per molti anni facendo però pochi scatti (in proporzione ad oggi), sempre da “autodidatta”, riprendendo sempre “istantanee” di vita vissuta prevalentemente in famiglia, con la ragazza, con gli amici. Niente di più.

Più o meno nel 1999, per le foto di lavoro, acquisto una compatta digitale Kodak, la DC3400, che però non prendo inizialmente sul serio “fotograficamente parlando”. Mi accompagna per cantieri, sopralluoghi, prendendo polvere, pioggia etc. Senza mai tradirmi.

Un giorno provo a riprendere un tramonto, restando sorpreso dalla buona qualità dell’immagine, dai colori ricchi e vivaci e dalla semplicità di gestione delle foto, che già ben conoscevo.

Ho ancora preconcetti “inconsci” nei confronti del digitale e la uso poco per foto diverse da quelle di lavoro, ma comincio a sperimentare non senza soddisfazioni.

Questa onesta fotocamera purtroppo finisce male, un malaugurato sabato scivola dalle mani di mia moglie sotto le ruote della mia auto…..

E’ il 2002.

Viene rimpiazzata da una Nikon Coolpix 5000. Una compatta sinceramente “imparagonabile” con la Kodak DC 3400 ma certamente di una fascia di mercato molto diversa.

La 5000 mi da grandi soddisfazioni anche se ha sempre avuto una certa dominante fredda. Ho scattato circa 6000 foto, in prevalenza foto personali ma anche foto di ricerca.

Arriva poi settembre 2002. E’ il momento di decisioni importanti, mi sposo!

Con Paola pianifichiamo un fantastico viaggio di nozze all’altro capo del mondo, fotograficamente però sono sempre privo di basi “artistiche”, soltanto qualche manuale di fotografia, i manuali delle macchine fotografiche e degli obbiettivi che consiglio comunque a tutti di leggere perché pieni di informazioni insospettabili.

Preso dalle folli spese prematrimoniali mi precipito in un famosissimo negozio di Firenze e mi compro la Nikon F100 ed il flash SB80DX per i quali spendo una vera follia! Tecnicamente un bel salto di qualità.

Inizio ad usare pellicole professionali, quali la Fuji provia, sensia, e la mitica Velvia per le dia.

Molti anni sono trascorsi dalla mia “iniziazione” ma nella ripresa manca ancora una “base forte”.

Ritorno dalla Nuova Zelanda ed isole Cook con una trentina di pellicole cariche di emozioni, di luoghi fantastici. Tutto senza poterne vedere un’anteprima uno scorcio uno spiraglio. E’ il buio più totale.

Per vedere “la luce” devo aspettare lo sviluppo e la stampa. rigorosamente in formato 12×18. Il laboratorio non fa un buon lavoro, credo che le pellicole professionali hanno bisogno di una cura che non tutti, in quel momento, sono in grado di dare. Le foto sono senz’altro belle ma viziate da uno sviluppo errato e da una stampa mediocre. I colori sono talvolta falsati, probabilmente anche da alcuni errori di esposizione.

Questa parziale delusione pone le basi per il mio passaggio, definitivo, senza remore ne timori o indecisioni, al digitale!

La terza ed ultima parte entro breve.

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About Giacomo Lombardo

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